Francesco Maria Orsolini: Vitruvio cittadino onorario di Fano – Rinvenuta in uno scavo archeologico a Fano la base di una colonna della basilica progettata da Vitruvio.

Vitruvio cittadino onorario di Fano 

Rinvenuta in uno scavo archeologico a Fano la base di una colonna della basilica progettata da Vitruvio.

E’ stato Alessandro Giuli, anche se non in persona, ma intervenuto on line alla conferenza stampa, a conclamare il sensazionale rinvenimento nella cittadina marchigiana di una colonna, dalle cui misure e relazioni metriche con altri resti analoghi, è stato possibile dedurne l’appartenenza alla grandiosa basilica disegnata da Vitruvio, che la indicò e descrisse analiticamente  in un passo del V libro del trattato De Architectura, scritto poco prima del 27 a.C. L’eccezionalità storica della scoperta è stata considerata di tale portata, che il Ministro della Cultura si è spinto a paragonarla a quella del lapis niger da parte di Giacomo Boni nel 1899, fondativa in termini documentari dell’età regia romana, che fino a quel momento veniva considerata solo in ipotesi. Una vera pietra miliare, che segna il limite tra un prima e un dopo, è anche il significato che la comunità e i suoi amministratori hanno attribuito al rinvenimento, avvenuto a duemila anni dall’opera di Vitruvio e a fronte di secolari ricerche e ipotesi. Paradossalmente, ciò che ha in parte ritardato, se non ostacolato, la localizzazione della basilica progettata da Vitruvio, è stata l’enorme abbondanza delle pertinenze archeologiche presenti nel sottosuolo dell’area urbana, che caratterizza Fano come un unicum nella storia delle colonie romane, un vero giacimento archeologico. Fu infatti qui che Augusto inviò Vitruvio, all’epoca già esperto ingegnere di opere realizzate per le imprese militari di Cesare, ad edificare la nuova  Colonia Iulia Fanestris. Non è dunque un caso che l’uso della pietra arenaria come materiale costruttivo a vista,  la metrica e l’applicazione sistemica dei medesimi rapporti proporzionali interessino tanto la basilica, quanto il tempio di Giove, in asse con la prima e ora con certezza localizzabile al di sotto della chiesa di Sant’Agostino. Sulla base della descrizione vitruviana, stabilita la coincidenza tra questa e la planimetria già formulata e confermata dal rinvenimento della basilica, il Soprintendente Andrea Pessina ha inoltre dichiarato che sarà possibile, in un prossimo futuro, procedere alla scavo per il rinvenimento dei resti del tempio di Augusto, a pianta semicircolare, destinato al culto imperiale e all’amministrazione della giustizia. Inoltre, sarà possibile condurre una ulteriore campagna di scavi per il rinvenimento del macellum, una sorta di mercato per la vendita del pesce e della carne, e di un edificio termale. E’ stato l’architetto Paolo Clini, professore ordinario dell’Università Politecnica delle Marche, a formulare la più recente ipotesi cartografica relativa alla collocazione della Basilica vitruviana, dopo anni di indagini condotte con le tecnologie più avanzate. Le sue ipotesi sono state confermate con esattezza centimetrica dall’attuale rinvenimento della colonna angolare tra il lato lungo e quello corto della basilica, con un diametro di un metro e mezzo e l’altezza, scrive Vitruvio, di 15 metri. “La tipologia della basilica non è semplicemente un’appendice aperta del foro; con la scoperta  di Fano ora sappiamo che la basilica è un edificio monumentale vero, a cui sono ispirate anche le basiliche cristiane. Fano diventa per Vitruvio un laboratorio a cielo aperto, in cui sperimenta gli stessi temi e le stesse soluzioni spaziali e compositive in edifici diversi del foro, dando vita al primo esempio documentabile di un piano regolatore per una città antica”, sostiene Paolo Clini. Con la sua basilica, l’unica opera architettonica progettata e realizzata da Vitruvio finora rinvenuta, non è un’iperbole affermare che a Fano è cambiata la storia dell’architettura. 

Francesco Maria Orsolini  

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